Prima di arrivare a Hebron Davide vuole portarci ad incontrare una famiglia che aveva conosciuto in un viaggio in bus qualche anno fa. Passeremo alcune ore in famiglia a bere tè, caffè e ovviamente cucineranno per noi. La comunicazione è difficile, sanno poche parole in inglese e noi niente in arabo. Ma in qualche modo ci raccontiamo delle nostre vite, dei figli, dell’Italia, del Portogallo. Davide è inarrestabile, dovevamo partire dopo pranzo riusciremo a partire solo nel tardo pomeriggio.
Arriviamo a Hebron la sera verso le 18. Non abbiamo un posto dove dormire ma Davide ha un contatto sicuro.
Hebron è deserta, la città vecchia è spettrale, i negozi sono chiusi. Ci addentriamo tra i vicoli alla ricerca del negozio di Leila, il contatto sicuro di Davide. Leila non c’è e il negozio è chiuso, ci sono due uomini che ci informano che il contatto sicuro dopo ottobre 2023 se ne è andato in America. Quindi ricapitolando è buio, la città deserta e non abbiamo un posto dove dormire.
A risolvere la situazione ci pensa uno dei due uomini, ci offre una stanza a casa sua. La casa è essenziale ma ha due vantaggi, aiutiamo l’economia di una famiglia, e ci evitiamo una notte sotto i portici. Prima di andare a dormire gli chiediamo se ci accompagna per le vie del centro, vorremmo visitare la moschea di Abramo, invece ci troviamo coinvolti in una sorta di censimento sulle case che i coloni hanno occupato illegalmente nella città. È incredibile come lentamente ma inesorabilmente stiano prendendo la città. Nel 2018 quando venni per la prima volta c’era una netta separazione tra israeliani e palestinesi, oggi invece il confine è più labile, intricato, complicato.
Tornati a casa, colui che ci ospita ci infila in camera e letteralmente ci mette a letto, rimboccando a Chiara le coperte. La situazione diventa ridicola e scoppiamo in una risata contagiosa e irrefrenabile.
Hebron è un pugno nello stomaco. Anche l’altra volta che siamo venuti mi aveva turbato. Questa volta ancora di più, sarà stato che era deserta, sarà stata questa presenza opprimente dei coloni, ma senz’altro Hebron scava, genera domande, preoccupazioni. Hebron è una tappa fondamentale per chiunque voglia capire cosa sta succedendo in Palestina, il sistema di apartheid che Israele ha creato in Cisgordania..
Hebron è un pugno nello stomaco. Anche l’altra volta che siamo venuti mi aveva turbato. Questa volta ancora di più, sarà stato che era deserta, sarà stata questa presenza opprimente dei coloni, ma senz’altro Hebron scava, genera domande, preoccupazioni. Hebron è una tappa fondamentale per chiunque voglia capire cosa sta succedendo in Palestina, il sistema di apartheid che Israele ha creato in Cisgordania..
Reportage Palestina (link)
