Sono all’ultimo giorno di cammino, inizio a camminare presto, alle 5:30. È ancora buio e spingo i piedi in modo incerto sul sentiero nel bosco. Non c’è nessuno, è fresco. Sento qualche animale, anche lui mi sente e scappa. Intanto gradualmente inizia a farsi chiaro. Sono solo 14 i km che mi mancano per arrivare a Santiago, ma sono importanti, sono gli ultimi. Ho voglia di tornare a casa ma so che mi mancherà camminare, meditare, il silenzio e l’energia del cammino. Avevo trovato una nuova routine.
Ho camminato per 134km, da Valença do Minho a Santiago, ma mi sembra di essere partito da molto più lontano, tanto tempo fa. Tui, la città della prima tappa, è stata molto carina. L’ostello di Porrino è stato il mio favorito con belle vetrate sul bosco. I miei piedi hanno apprezzato l’acqua calda di Caldas de Reis. Il “pulpo a feira” è buono ovunque. La tappa per arrivare a Pontevedra è stata la più bella. A Teo mi è piaciuto parlare con Khaled. La "Estrella Galicia" è stata la mia medicina, ha consolato le mie fatiche.
Ho trovato conferma in quello che cercavo. Camminare è vitale, radicato nei nostri istinti più profondi. A me sembra che sia una pratica che soddisfa il nostro desiderio di libertà e di esplorazione. Infatti pellegrinare, andare per campi, è riconosciuto essere da molte religioni, una forma di meditazione attiva, che aiuta a mantenere la mente presente e a liberarsi da pensieri negativi. Per questo è diventato una forma di devozione. Soprattutto se si ha la fortuna di avere qualche fiacca, a quel punto i pensieri inutili scompaiono e la devozione al Dio fiacca è totale.
Un piccolo miracolo questo pellegrinaggio l’ha compiuto, un po’ di pancetta se n'è andata. Prometto però che provvederò presto a tornare in non-forma.
Infatti adesso mi sento pulito come un neonato, ho redento tutti i miei peccati, quindi sono pronto per ricominciare a farne di nuovi.
Arrivo a Santiago presto, i negozi sono ancora chiusi, manca poco, quando finalmente entro nella città vecchia sento dentro che qualcosa si muove, sono felice. Non ho mai pensato che non sarei riuscito a completare il percorso, infatti in un pellegrinaggio la dimensione fisica è solo il lubrificante che aiuta a stare un pó con se stessi, a misurarsi. So già che un po’ mi mancherò, poche volte sono stato così sincero con me stesso come in questi giorni. Io credo che abbia un valore fare un pellegrinaggio da soli, almeno a me sembra essere stato il senso di questa esperienza.
Quando arrivo in “Praza do Obradoiro”, quella della cattedrale, c’è poca gente. Mi siedo in un angolo e mi godo questo momento, intanto la piazza inizia gradualmente ad animarsi. È arrivato il momento di ripartire.