domenica 10 maggio 2026


Sono sul treno per Valença do Minho, nel nord del Portogallo, da dove inizierò il cammino portoghese per Santiago de Compostela con la speranza di riuscire a stare da solo, in compagnia di me stesso. Sono il peggiore dei compagni con i quali potevo fare questo pellegrinaggio, ma purtroppo il mio migliore amico, lupo, non lo volevano negli alloggi dei pellegrini, così ad una certa età occorre fare i conti con i propri familiari, a partire da quelli più prossimi. Sarà una buona occasione per fare un po 'di silenzio. 

Era da tempo che volevo prendermi una settimana per ricalibrare la testa. Sì perché camminare mi aiuta a calmare i pensieri, dopo la prima ora il respiro si sincronizza con i passi e i pensieri smettono di frullare nella testa. Quella sensazione di pace che molti raggiungono con la meditazione io la sperimento con il cammino. 

Pensare tanto mi rende cattivo, speculativo, alimenta i pregiudizi, le preoccupazioni. 

Pensare consuma energia, spesso mi trovo a rincorrere i pensieri come un cane rincorre una palla, così arrivo a sera stanco senza una buona ragione.

Leila, una amica che ho conosciuto a Lampedusa qualche vita fa, mi insegnò a riconoscere le voci che abbiamo dentro, a dargli un nome. Leila era di origini indiane e chiamava queste voci “vritti”. 

Il primo dei vritti lo chiamava “giusta conoscenza”, è lo stato in cui la mente produce pensieri non contraddittori. Queste voci non sono pericolose, anzi. 

Il secondo tipo di vritti sono frutto dei nostri “errori”, la mente costruisce pensieri non aderenti alla realtà. Ci immaginiamo cose che non esistono. 

Il terzo tipo di vritti sono legati alla nostra capacità di “astrazione”, la mente tenta di descrivere la realtà. 

Il quarto è “il sonno”, quando la mente elabora in assenza di oggetti concreti. 

E per finire la “memoria”, in questo caso la mente rievoca esperienze passate. 

Leila sosteneva che queste alterazioni, ad eccezione del primo dei vritti, che sarebbe l'unico positivo, provocano delle onde di pensiero dalle quali scaturiscono le distrazioni e le illusioni che in ultima istanza provocano: agitazione, frustrazione, delusione e dolore.

Per controllare i vritti Leila praticava lo yoga, riteneva che eseguire regolarmente le asana aiutasse ad inibire questi possibili stati della mente. Ripeteva con insistenza: "yogaścitta vṛtti nirodhaḥ" ovvero "lo yoga quieta (nirodha) i vortici (vṛtti) della mente (citta)". 

Io cammino. Ogni giorno cammino. Cammino in discesa per andare al lavoro e in salita per tornare a casa. Ma non basta, adesso è arrivato il momento di un bel reset. Così questa volta vado a Santiago che mi aiuta anche a sistemare i peccati. Per me il peccato è un concetto laico, è la distanza tra quello che crediamo essere giusto e le nostre azioni.

Alla mia età penso di aver capito che la coerenza è una bella fregatura, troppo difficile per chi vuole essere felice. Ho anche capito che è una pia illusione, nonché una falsa promessa, pensare che un uomo vestito di nero in un confessionale possa aiutarmi a risolvere le incongruenze con tre ave Maria e un padre nostro. Quello che conta è avere queste incongruenze chiare, riuscire a dargli un nome e una origine, e lavorare a risolverle con impegno ma anche tenerezza. 

Ho sempre pensato che la forma che più mi si addice per sincronizzare quello che è giusto con quello che faccio sia spogliarmi delle cose e camminare, cioè fare il pellegrino. 

Quindi nei prossimi 134km proverò a non sprecare le energie, proverò a pensare poco e quando proprio devo pensare a pensare sano, per il resto mi piacerebbe sentirmi solo.

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