martedì 22 settembre 2026

 In questi giorni ho conosciuto un guru. Nella mia vita credo di averne incontrati diversi: gli altri non vestivano i costumi indiani e non praticavano lo yoga, ma non per questo sono stati meno importanti.


Il contesto e il modo in cui ho conosciuto BNS Iyengar hanno reso questo incontro davvero particolare. Uno dei testi fondamentali dello yoga, lo Yoga Yajnavalkya, inizia così nella sua introduzione: "All human beings, regardless of race, sex, caste, creed or nationality, have one common goal: to become happy and remain that way always". Quindi, se voglio capire come essere felice, sembra che io sia nel posto giusto.


Guruj BNS si presenta così: guarda Joey — l’insegnante che ce l’ha fatto conoscere e che ha organizzato questo ritiro — e gli chiede: "What is the subject?". Joey risponde gridando (BNS è un po' sordo): "Yoga, pranayama". BNS lo guarda storto, gli dice "No! The subject is God" e ride.


Qui, in questo ritiro, non parliamo di quel Dio onnipotente che un giorno ci giudicherà, né di un Dio prigioniero di una religione o di una casta. Parliamo di quel Dio che è dentro di noi e del processo che possiamo compiere per liberarci dalle nostre schiavitù. Parliamo di quell'illusione che ci spinge a soffrire o gioire perché ci identifichiamo con i nostri sentimenti, pensieri ed emozioni. Lo yoga suggerisce di considerarci come osservatori dei nostri comportamenti: noi siamo la consapevolezza. Lo yogi non segue una religione, ma cerca la propria strada per "sacrificare l’ego nel fuoco che creiamo quando pratichiamo".


Fino a qui ci sto, non so se capisco tutto, ma intuisco che ci possa essere qualcosa di vero. Poi però mi perdo quando si dice che il fine ultimo dello yogi è risvegliare Kundalini, il serpente che dorme nel muladhara chakra, alla base della colonna vertebrale. Il solo pensiero di avere un serpente in fondo alla schiena mi fa impressione.


Guruj è fissato con i numeri: 24 sarebbe la natura più 1 (la consapevolezza). Con 25 (5x5) e le combinazioni di cielo, aria, fuoco, acqua e terra spiega tutto. Ci offre una spiegazione che sembra una supercazzola incredibile e, francamente, non ci sto capendo molto, nonostante pensassi di cavarmela con la teoria dei numeri. Questa parte dello yoga mi incuriosisce, ma dire che ci credo è un po' troppo. Mi sembra che qui lo yoga si sia fatto influenzare dall'induismo, correndo il rischio di diventare una religione. Io voglio stare alla larga dalle religioni, così come dalle ideologie.


La cerimonia per il compleanno di BNS Iyengar è lunghissima. Per onorarlo arriva Sua Maestà la regina del Karnataka (l'unico stato dell'India con una monarchia). Per un repubblicano come me è una sorta di sacrilegio. Mi tornano in mente le lunghe celebrazioni della Domenica delle Palme con un altro guru che ho conosciuto, don Tito. Anche quelle le soffrivo, ma a confronto dí questa erano una passeggiata.


Aspetto con ansia che si intoni Happy Birthday e arrivino le candeline, ma questo non accade. Passiamo invece a toccare i fiori in cui lui ha immerso i suoi piedi, chissà cosa vuol significare. Dopo un po' BNS e visibilmente stanco, tutto finisce e si va a mangiare, rigorosamente con le mani, e in piatti fatti di foglie di banana.


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