lunedì 21 settembre 2026

Nel pomeriggio dopo un delizioso pranzo – beneficiamo della vicinanza a una scuola ayurvedica dí cucina che ci prepara pranzi, cene e colazioni – ritorniamo nella shala per fare altre due lezioni: mudra e filosofia.

BNS scuote il capo quando parla di noi occidentali: per lui è inconcepibile che noi pensiamo allo yoga solo per le asana. Le asana sono solo una delle otto pratiche dello yoga. Lui ci dice che fare solo le asana è come andare al mercato, comprare la verdura e lavarla. I mudra, il pranayama e le altre pratiche dello yoga, invece, permettono di cucinare e mangiare la verdura che abbiamo lavato. La nostra classe è fatta principalmente di occidentali, quindi ci guarda e ci chiede cosa ne facciamo di tutta la verdura che laviamo. Ride, ghigna proprio. Ha una mente vispa quest'uomo che sta per compiere 100 anni.

Nell'ora di filosofia ci parla dei concetti fondamentali alla base dello yoga. Usa spesso racconti e metafore. Oggi ha spiegato, per esempio, la differenza tra mente, intelletto e consapevolezza. Ci ha chiesto se, quando guardiamo l'orizzonte, vediamo il cielo e la terra, se capiamo cos'è l'orizzonte, se siamo consapevoli che, per quanto sia bello, non potremo mai raggiungerlo. Lo yoga ti permette di liberarti dalle illusioni che il nostro intelletto produce. Ci guarda e chiede «do you understand?», «do you agree?». Per fare un riferimento irriverente, come Gurdjieff ha insegnato a Franco (Battiato) a trovare l’alba dentro l’imbrunire, BNS mi sta provando ad insegnarmi a vedere l’orizzonte come una illusione. 

Per finire la lezione, Joey lo deve interrompere. Ci prova un paio di volte, poi, quando BNS decide che deve finire, spesso nel bel mezzo di un discorso, unisce le mani davanti al petto e inizia un mantra; ci uniamo a lui e poi Om, Om… Si alza e se ne va.


Dalle 4 alle 6, alcuni giorni ci sono dei workshops; altrimenti ci ritiriamo nelle nostre stanze a studiare.


Alle 6:30 ceniamo. Facciamo un po' di conversazione con gli altri compagni, e poi andiamo in camera. I giovani rimangono a socializzare, noi abbiamo gli appunti da riordinare e i figli da sentire. Così mi parte il messaggio "papale" nella chat di famiglia: «Buongiorno ragazzi, lo so che vi può sembrare strano… ma se riusciamo a dare alle cose che facciamo una dimensione spirituale, tutto assume un significato. La vita di tutti i giorni diventa piena. La dimensione spirituale non deve essere necessariamente una religione (anzi). Con la dimensione spirituale le nostre giornate sono semplicemente più belle».


Fuori intanto è buio pesto; in lontananza si sente qualche animale, tutto lentamente sembra abbassarsi – i rumori, la luce, le palpebre – e quindi e' arrivato il momento di dormire, domani ci aspetta un altro giorno di lavoro.

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